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La digitalizzazione delle esportazioni in Italia e la ripartenza con il commercio online

In Italia la cosiddetta ‘digitalizzazione’ è indietro rispetto al resto d’Europa, eppure molte aziende stanno trasferendo le proprie attività online.
Le parole chiave per la ripartenza economica sono: digitale, export e internazionalizzazione.

La digitalizzazione italiana è agli ultimi posti in Europa

Secondo l’edizione 2020 dell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), l’Italia si colloca al 25simo posto fra i 28 Stati membri dell’Unione Europea. Rispetto al 2019 e al 2018 si è registrato un leggero aumento, tuttavia il risultato generale non sembra molto allettante.

L’indice DESI si compone di cinque elementi: connettività; capitale umano; uso dei servizi internet; integrazione delle tecnologie digitali; servizi pubblici e digitali.

Tra questi, l’unico progresso che ha registrato il nostro paese è quello che riguarda i social media, a cui ricorrono sempre più imprese (22 per cento: una media vicina a quella UE del 25).

Nel commercio online, in particolare, l’Italia non è al passo con l’Europa. Solo il 10 per cento delle piccole e medie imprese (PMI) italiane vende online (in confronto alla media UE del 18 per cento), il 6 per cento vende in altri paesi europei (8 per cento nell’UE) e trae in media l’8 per cento del proprio fatturato dalle vendite online (11 per cento nell’UE).

Ma non c’è da disperare: la digitalizzazione è in corso.

 

Come la pandemia ha accelerato la digitalizzazione

L’attuale pandemia ha scatenato una crisi sanitaria globale senza precedenti,  così come una crisi economica, commerciale e finanziaria su scala mondiale. Qualcuno dice sia la crisi più grave degli ultimi 50 anni.

Per fortuna, però, la pandemia ha portato anche qualcosa di buono, ovvero ha accelerato i processi di digitalizzazione del commercio internazionale. Come abbiamo detto, in Italia siamo ancora indietro rispetto all’Europa, eppure molte imprese in questi ultimi anni si sono avviate verso la trasformazione digitale.

I servizi già digitali come quelli informatici, quelli riguardanti le telecomunicazioni o l’intrattenimento sono stati tra i settori meno penalizzati dalla pandemia, e anzi in molti casi hanno registrato un aumento della domanda.

Altri servizi si sono avviati invece – per quanto possibile – verso la digitalizzazione.

Nel settore economico, per esempio, le fiere, gli incontri con i buyer e con gli operatori dei principali mercati esteri si sono trasferiti online, grazie anche al moltiplicarsi delle piattaforme digitali che hanno permesso questo tipo di operazioni.

Ciò su cui dovrebbero puntare le aziende italiane per una ripartenza economica post-pandemia è il commercio online. O almeno è questo l’incentivo che sembra venire dal governo.

 

La digitalizzazione delle esportazioni come leva per la ripartenza

Il gruppo di lavoro sul commercio estero e gli investimenti internazionali che fa parte del G20, sostiene che oggi i governi possono attivarsi per limitare i costi della pandemia. Per ridurre gli ostacoli al commercio e all’esportazione potrebbero infatti agevolare gli scambi, eliminare dei dazi e razionalizzare le misure non tariffarie in campo medico o alimentare.

Sull’onda delle disposizioni internazionali, già nel 2020 il governo italiano ha varato il cosiddetto Patto per l’Export: un documento che cristallizza le linee strategiche per il rilancio del commercio internazionale grazie agli strumenti digitali, puntando sul made in Italy.

Sembra quindi che la digitalizzazione delle esportazioni – il digital export – debba essere la vera leva per la ripartenza.

In collaborazione con l’Agenzia ICE, SACE e SIMEST, la Farnesina ha promosso diverse iniziative per sostenere il sistema produttivo e fronteggiare le conseguenze sulle esportazioni dei prodotti italiani all’estero.

Tra queste, particolarmente significativa è quella che riguarda la formazione, ovvero l’istituzione (a partire dal mese di marzo 2021) di un’accademia digitale con l’obiettivo di accrescere gli aspetti manageriali e digitali delle piccole e medie imprese italiane, che rappresentano oltre il 90 per cento del tessuto produttivo nazionale.

In linea con questa politica è stato anche varato il bando Voucher TEM digitali: Sono stati messi a disposizione dei fondi per le PMI pari a 50 milioni di euro per l’acquisizione di consulenze per l’internazionalizzazione con specializzazione digitale (fornite dai Temporary Export Manager: TEM).

 

La formazione sulla digitalizzazione delle esportazioni

A proseguire e ad ampliare l’attività del governo ci pensa Marcons Srl, che progettato un seminario online proprio sul tema della digitalizzazione.

È sempre più necessario, infatti, comprendere al meglio i cambiamenti che spostano il mercato dal mondo terreno a quello digitale, e soprattutto farsi carico di questi cambiamenti nella vita professionale.

Con questo scopo, Marcons organizza il primo webinar del 2022, tenuto da uno dei massimi esperti in materia di commercio internazionale: il prof. Alfonso Santilli.

Il seminario si svolgerà nei giorni 22 e 24 febbraio dalle ore 14.30 alle 17, e tratterà tutti i temi legati alla digitalizzazione delle operazioni di commercio internazionale, con particolare riguardo alla normativa ‘URDTT’ (Uniform Rules for Digital Trade Finance).

Chi necessita di informazioni aggiuntive può contattare l’azienda telefonicamente, via mail o compilando il form online.